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Difesa dei diritti dell’uomo

diritti-delluomoI nostri Padri costituirono l’Europa per difendere i diritti dell’uomo. Negando la sua origine cristiana e corrompendo le sue istituzioni le logge dei mercanti l’hanno aggredita per sfruttarla e poi distruggerla.
Purtroppo la Merkel e il suo “Amico francese” continuano nell’ubbidienza a quel losco mercato lanciando i segnali avvilenti della esclusione e della sopraffazione.
Non cada l’Italia nel nuovo tranello mediatico.
Quella non è l’Europa è uno zombi che finge l’Europa!
E sappia la Germania della Merkel e il triste rappresentante di quella ubbidiente Francia che l’Italia e’ ormai fondata solo sui valori e non puo’ perdere il danaro che le hanno gia rubato. LORO INVECE SI

Decreto legge n. 92/2014

Arriva il risarcimento per i detenuti vittime del sovraffollamento, da oggi in vigore il decreto legge n. 92/2014.
legge_martellettoCome promesso a Strasburgo, è da oggi in vigore il decreto legge in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti che hanno subito un trattamento in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Il governo italiano continua così ad adempiere alle direttive dettate, nella sentenza Torreggiani, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il decreto legge n. 92/2014 (il cui testo integrale è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale risponde infatti, all’espressa richiesta di istituire un ricorso effettivo interno, idoneo ad offrire ai detenuti una riparazione in caso di trattamento inumano e degradante. Il provvedimento apporta ulteriori modifiche alla legge n. 354/75 (Ordinamento penitenziario) inserendo dopo l’art. 35bis (aggiunto con il D.L. n. 146/2013 convertito con legge n. 10/2014) l’art. 35ter rubricato “rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati”. Nello specifico i detenuti che subiscono un trattamento non conforme agli standard previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo hanno diritto ad ottenere una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a 1 giorno per ogni 10 durante i quali è avvenuta la violazione. Se il periodo di pena ancora da espiare é tale da non consentire la detrazione dell’intera misura percentuale, alla vittima verranno liquidati a titolo di risarcimento del danno la somma di 8 euro per ciascuna giornata di detenzione trascorsa in condizioni non conformi alle indicazioni della CEDU. Uguale risarcimento spetta a coloro che hanno subito il pregiudizio in stato di custodia cautelare ovvero coloro che hanno terminato di espiare la pena detentiva in carcere. Continua a leggere