Decreto legge n. 92/2014

Arriva il risarcimento per i detenuti vittime del sovraffollamento, da oggi in vigore il decreto legge n. 92/2014.
legge_martellettoCome promesso a Strasburgo, è da oggi in vigore il decreto legge in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti che hanno subito un trattamento in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Il governo italiano continua così ad adempiere alle direttive dettate, nella sentenza Torreggiani, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il decreto legge n. 92/2014 (il cui testo integrale è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale risponde infatti, all’espressa richiesta di istituire un ricorso effettivo interno, idoneo ad offrire ai detenuti una riparazione in caso di trattamento inumano e degradante. Il provvedimento apporta ulteriori modifiche alla legge n. 354/75 (Ordinamento penitenziario) inserendo dopo l’art. 35bis (aggiunto con il D.L. n. 146/2013 convertito con legge n. 10/2014) l’art. 35ter rubricato “rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati”. Nello specifico i detenuti che subiscono un trattamento non conforme agli standard previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo hanno diritto ad ottenere una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a 1 giorno per ogni 10 durante i quali è avvenuta la violazione. Se il periodo di pena ancora da espiare é tale da non consentire la detrazione dell’intera misura percentuale, alla vittima verranno liquidati a titolo di risarcimento del danno la somma di 8 euro per ciascuna giornata di detenzione trascorsa in condizioni non conformi alle indicazioni della CEDU. Uguale risarcimento spetta a coloro che hanno subito il pregiudizio in stato di custodia cautelare ovvero coloro che hanno terminato di espiare la pena detentiva in carcere.
E’ il caso di ricordare che la Corte europea dei diritti dell’uomo, in attesa di queste misure, ha differito le migliaia di ricorsi ad oggi ricevuti che hanno ad oggetto unicamente il sovraffollamento carcerario in Italia, riservandosi la facoltà, in qualsiasi momento, di dichiararli irricevibili o cancellarli dal ruolo a seguito di definizione della lite con altri mezzi.
Il provvedimento quindi, ha il preciso obbiettivo di evitare grosse condanne del nostro Paese e i conseguenti pesanti oneri per la finanza pubblica. Infatti il ricorso previsto dall’art. 35ter sará esperibile anche da coloro che ne hanno giá presentato uno alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Sempre per far fronte all’emergenza carceri, il decreto contiene anche una serie di modifiche al codice di procedura penale e di rafforzamento del corpo di polizia penitenziaria. Tra queste spiccano sicuramente, l’impossibilità di applicare la custodia cautelare in carcere o degli arresti domiciliari nel caso in cui il giudice procedente ritenga che la pena detentiva da irrogare possa essere contenuta in un massimo di tre anni da un lato e dall’altro le modalità esecutive dei provvedimenti limitativi della libertà personale nei confronti degli imputati e condannati minorenni che, nel corso dell’esecuzione, siano divenuti maggiorenni non più sino al compimento del ventunesimo anno, ma fino ai 25.
L’Italia diligente continua a rispondere all’Europa. Un ulteriore piccolo tassello in quel mosaico di civiltà che bisogna raggiungere, è stato messo.
Ma questo può considerarsi un rimedio “davvero” effettivo e risarcitorio?
Avv. Fabrizio Tuccillo

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