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Diritto all’oblio: dimenticateci

Il diritto all’oblio è quel diritto spettante ad ogni soggetto a veder dimenticata, cancellata o aggiornata una notizia che lo riguarda in prima persona e che, dato il decorso del tempo e a sua valutazione, manchi dell’attualità all’interesse della sua conoscenza pubblica.
diritto all'oblioIl problema del diritto all’oblio ha assunto una rilevanza sempre maggiore con il divenire dell’informatica affermatasi come solida realtà sociale e, soprattutto, con la diffusione di internet.
La rete consente a chiunque di accedere a qualsiasi informazione anche di molti anni prima.
Il cervello elettronico non dimentica nulla, la rete ha una memoria infinita!
Già la Cassazione nella sentenza n.5525/12 aveva stabilito che le testate online avrebbero dovuto dotare i loro archivi di un sistema idoneo a segnalare la sussistenza di un seguito o di uno sviluppo della notizia consentendone il rapido e agevole accesso da parte degli utenti ai fini del relativo e adeguato approfondimento.
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Decreto legge n. 92/2014

Arriva il risarcimento per i detenuti vittime del sovraffollamento, da oggi in vigore il decreto legge n. 92/2014.
legge_martellettoCome promesso a Strasburgo, è da oggi in vigore il decreto legge in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti che hanno subito un trattamento in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Il governo italiano continua così ad adempiere alle direttive dettate, nella sentenza Torreggiani, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il decreto legge n. 92/2014 (il cui testo integrale è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale risponde infatti, all’espressa richiesta di istituire un ricorso effettivo interno, idoneo ad offrire ai detenuti una riparazione in caso di trattamento inumano e degradante. Il provvedimento apporta ulteriori modifiche alla legge n. 354/75 (Ordinamento penitenziario) inserendo dopo l’art. 35bis (aggiunto con il D.L. n. 146/2013 convertito con legge n. 10/2014) l’art. 35ter rubricato “rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati”. Nello specifico i detenuti che subiscono un trattamento non conforme agli standard previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo hanno diritto ad ottenere una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a 1 giorno per ogni 10 durante i quali è avvenuta la violazione. Se il periodo di pena ancora da espiare é tale da non consentire la detrazione dell’intera misura percentuale, alla vittima verranno liquidati a titolo di risarcimento del danno la somma di 8 euro per ciascuna giornata di detenzione trascorsa in condizioni non conformi alle indicazioni della CEDU. Uguale risarcimento spetta a coloro che hanno subito il pregiudizio in stato di custodia cautelare ovvero coloro che hanno terminato di espiare la pena detentiva in carcere. Continua a leggere

La menzogna e il riscatto italiano

Mentre in queste ore  il dibattito sul web tra Nord e Sud d’Italia assume toni sempre più accesi, c’è chi, non avendo a cuore le sorti dell’Italia, è pronto ancora una volta ad approfittare dell’occasione (indotta?) per puntare il dito contro l’incapacità degli italiani ad essere popolo.
orgoglio italianoCorsi e ricorsi storici, dice il grande “Vico”.
Vale la pena ricordare che il popolo italiano non è nuovo a questo tipo di offese, dietro le quali si nasconde in realtà una grande paura.
La nostra storia, la Magna Grecia, Roma, Pietro, il Rinascimento evidentemente incutono ancora grande timore in chi è abituato a seguire le sorti degli altri.
È quanto accadde nel 1500 circa.
I vari Stati, Regni e Ducati italiani erano contesi da Spagnoli, Francesi ed altre potenze straniere.
Nonostante la divisione geografica, l’Italia in realtà era già da diverso tempo diventata Nazione.
Dal nord al sud, infatti, gli italiani erano riconoscibili per la loro comunanza linguistica, etnica, religiosa e culturale.
Lo testarono sulla propria pelle i 13 cavalieri francesi che osarono denigrare lo spirito e le virtù degli italiani.
La menzogna celata dietro le loro accuse venne  a galla sotto i colpi inferti a Barletta dai 12 valorosi condottieri italiani, magistralmente guidati dal Capitano Ettore Fieramosca.
E così grazie a quattro campani, due siciliani, un pugliese, due romani, un abruzzese, due emiliani e un lombardo, tutti uniti dallo stesso sentimento, l’Italia diede dimostrazione della propria forza e del proprio valore a chi la voleva già vinta e asservita.
A questa e ad altre valorose imprese dovette probabilmente ispirarsi Giacomo Leopardi nel suo Canto “All’Italia”, che oggi più di allora può servire d’esortazione, sia agli italiani del Nord che a quelli del Sud, per ritrovare la forza e l’unità tramandataci direttamente dai nostri antenati mediterranei.

Avv. Domenico Fontanella

 

Bosnia, l’unione fa la forza

La competizione Mondiale si avvia verso l’ultima tornata dei gironi di qualificazione mentre si delineano le sorti delle compagini partecipanti.
bosniaNel frattempo continuano le polemiche tra chi ritiene che i soldi spesi  sarebbe stato più utile impiegare per i brasiliani e chi invece vede nello sport e nel calcio un momento che consente di superare divisioni che spesso sembrano insormontabili.
In questa luce non si può non menzionare il caso della Bosnia, un paese diviso da forze nazionalistiche che a distanza di vent’anni dalla fine della guerra non ha trovato un suo autonomo equilibrio e deve essere garantita attraverso gli accordi di Dayton per la convivenza tra  Federazione di Bosnia ed Erzegovina (entità croato-musulmana) , la Republika Srpska (entità serba) e il Distretto di Brčko, creato nel ‘99.
Alla qualificazione della Bosnia nella fase finale del Mondiale tutti si sono riversati nelle strade e nelle piazze di Sarajevo, Mostar e altre città hanno festeggiato insieme per sostenere i loro campioni dimenticando almeno per un momento le divisioni nazionali.
In questi momenti  emergono forti i valori dello sport e nello specifico del calcio che, oltre ad essere indubbiamente una perfetta macchina da soldi può e deve essere come ha detto Papa Francesco “Occasione per lo sviluppo sociale dei paesi”.
Nell’attesa degli esiti del rettangolo verde possiamo dire che una la vittoria più importante la Bosnia l’ha già ottenuta stringendo tutto il paese attorno alla sua nazionale.

dott. Alessandro Musella

NAPOLI, ITALIA, EUROPA

Mentre continua il crescendo offensivo dei leghisti contro i tifosi napoletani con la dura reazione di questi ultimi, che a quelle accuse rispondono di non riconoscere più’ l’Italia, mi chiedo come sia possibile  non riconoscere l’operazione malvagia e strumentale perpetrata contro la nostra Società.
europa-italia1Napoli è una delle più importanti città europee che caratterizza l’Italia nel mondo per la sua bellezza, l’arte e l’antica sua civiltà.
Mettere in contrasto  sud e nord è una operazione di frantumazione della capacità sociale economica culturale dell’Italia operando nel senso della sua destabilizzazione e attaccando così alla radice l’origine della civiltà cristiana dell’Europa.
Non può neanche sfuggire alla nostra intelligenza che oggi lo sport ed il calcio in particolare rappresentano la massima concentrazione del consenso popolare. Cosicché organizzare una guerra tra la tifoserie vuol dire coinvolgere città e separare le compagini sociali con conseguenze economiche catastrofiche a beneficio dei gruppi concorrenti internazionali.
Pertanto, essendo questo tema estremamente importante e urgente da approfondire, propongo un dibattito ed attendo interventi.
Con stima,

Prof. Avv. Enrico Tuccillo

Promossa o bocciata??? Rimandata…

Con l’oramai famosa sentenza Torreggiani, la Corte Europea dei diritti dell’uomo, rilevando un problema strutturale del disfunzionamento del sistema penitenziario italiano ha condannato all’unanimità l’Italia per violazione dell’art. 3 della CEDU riconoscendo che il sovraffollamento delle carceri possa essere considerato, in alcune circostanze, un trattamento inumano e degradante.

carceriIl 28 maggio scorso è scaduto il periodo concesso all’Italia per far fronte all’emergenza carceri e, puntuale, il 5 giugno è stata pubblicata la decisione del Consiglio d’Europa sulla esecuzione della sentenza. A Strasburgo è stato annunciato anche un decreto legge per quel rimedio effettivo e compensativo richiesto che dovrebbe prevedere la riduzione della pena per i carcerati vittime di sovraffollamento ancora detenuti e un risarcimento in favore di chi è tornato in libertà. Il Comitato dei Ministri, pur riconoscendo i significativi risultati ottenuti dal nostro Paese per l’eliminazione del problema, il calo importante e continuo della popolazione carceraria, ha tuttavia stabilito che la questione sarà ripresa in esame, al più tardi, nella sua riunione del giugno 2015 per effettuare una piena valutazione dei progressi compiuti.

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XI Forum Nazionale dei Mediatori

17 giugno 2014 dalle ore 09:00 alle ore 14:00
Palazzo Giureconsulti della Camera di Commercio di Milano
Piazza Mercanti, nr.2 – Milano

Forum Nazionale MediatoriAnche quest’anno si rinnova la tradizione del Forum Nazionale dei Mediatori con la città di Milano, con i suoi mediatori e con i suoi organismi di mediazione. Ad organizzare l’XI Forum Nazionale dei Mediatori il dott. Ivan Giordano, responsabile dell’Istituto ICAF di Milano.
Durante l’evento si terranno numerose tavole rotonde, quali, ad esempio, mediazione civile e liti condominiali, mediazione civile e controversie contabili condominiali, mediazione per l’impresa, mediazione civile ed usucapione, mediazione civile e pubbliche amministrazioni, come parlare di mediazione.
Ad intervenire illustri ospiti ed operatori del settore.
Special guest: Eleonora Brigliadori.
Dalle ore 11:45 alle ore 12:45 il dott. Ivan Giordano, la dott.ssa Francesca Tempesta, il prof. avv. Enrico Tuccillo presenteranno la nascita dell’Osservatorio sull’uso dei sistemi ADR.

Dott.ssa Irene Gionfriddo
Forum Nazionale dei Mediatori
Presidente

Intrighi Mondiali

Una macchia di petrolio sui Mondiali 2022

Michael Garcia, presidente dell’organo investigativo della Commissione Etica della FIFA ha annunciato che la stessa entro il 9 giugno si esprimerà circa le accuse mosse alla delegazione organizzatrice quatariota che la vedrebbe colpevole di aver pagato tangenti cospicue in cambio del sostegno internazionale per l’assegnazione della Coppa del Mondo.

qatar 2022 Le gravi accuse riportate dal ‘’Sunday Times’’, rischiano di creare non poco imbarazzo all’interno della Fifa. Ciò potrebbe anche determinare il cambio sede dei Mondiali del 2022, per i quali si sono già candidate Inghilterra e Australia.
In particolare sotto accusa  è il dirigente qatariota Moahamed Bin Hammam, già squalificato a vita dalla stessa Fifa per corruzione,il quale avrebbe pagato mazzette più o meno da 200.000,00 Euro per avere il sostegno dei vari presidenti delle federazioni.
Che qualcosa fosse successo si era gia’ capito dalle parole di Blatter il quale inizialmente si pronuncio in sfavore della candidatura del Quatar come sede dei Mondiali visto il clima torrido in cui si sarebbe dovuta disputare la competizione ,ma successivamente dichiaro che vi furono spinte politiche specie di Francia e Germania che fecero si che la delegazione quatariota la spuntasse.
Nell’attesa di vedere come andrà a finire l’inchiesta prontamente David Cameron candida l’Inghilterra come paese che al posto del Qatar potrebbe ospitare la Coppa nel caso si dovesse confermare l’accusa di corruzione.
Il tempo solo ci dira’ se le accuse mosse dal Sunday Times sono un’altra pagina triste del calcio Mondiale o solo un’indiscrezione montata appositamente per far si di ricandidare il paese britannico come sede dei mondiali dopo la cocente sconfitta rifilata proprio in occasione della candidatura per il Mondiale 2018 in favore della Russia.

Staremo a vedere!!!

Alessandro Musella

Due scarpini per un sorriso

In periodi non semplici come quelli che attualmente sta attraversando il mondo del calcio dove politica e interessi tentano in ogni modo di insinuarsi tra le maglie di uno degli sport più popolari al Mondo c’è fortunatamente spazio anche per progetti di solidarietà e crescita.
Due scarpini per un sorrisoL’idea, pensata da Macsy in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, è stata promossa da Foundaciò Barcelona ed FCB Escola.
Nella cornice di Officina 22 a Milano è stato presentato il progetto il cui obiettivo è far si che i valori dello sport si intreccino con quelli umani,  l’idea di fondo è chiedere ai piccoli calciatori di donare le scarpette che non usano più ai bambini dei paesi più poveri (principalmente Africa) che come loro condividono la passione per il calcio.
Il progetto prevede che vi siano due fasi : una prima dedicata alla raccolta delle scarpette attraverso i partecipanti dei camp estivi in Italia del FC Barcelona, una seconda che vedrà coinvolte le società che aderiranno al progetto.
Periodicamente poi verranno ritirate e distribuite come dono ai ragazzi dei paesi più poveri creando cosi un legame indissolubile.
L’ iniziativa unisce la parte ricca del mondo con quella più povera accomunati dalla stessa passione; un esempio per tutti quelli che nel calcio ormai vedono un mezzo per arricchirsi e non un momento di condivisione…bisogna imparare!!!

Terrorismo, sport e in-giustizia sportiva

Vedemmo in diretta mondiale “reality dello stadio” e rimanemmo sconcertati.
Ma, quanto avvenuto dopo è urticante, inaccettabile e arrogante.
Intervenimmo immediatamente dicendo che il regista di questo film era stato formidabile!
Enrico TuccilloOvviamente le chiamammo “fantasie” immaginate da una mente diabolica, che utilizzando coincidenze fingeva di avere realizzato per puro caso un capolavoro mediatico.
Pensate: 90.000 spettatori presenti nello stadio, 60 milioni di italiani nel mondo, il presidente del Consiglio, il presidente del Senato ex capo dell’antimafia, con sullo sfondo il Papa che aveva chiesto alle due squadre di diventare costruttori sociali e le immagini delle tre città tra le più belle del mondo: Firenze, città dell’arte, Roma città degli imperatori e del Vaticano, Napoli città bellissima e contraddittoria, simbolo di tutti i meridioni del mondo.
Tutti nello stadio e ovunque emozionati per lo spettacolo che sta per iniziare.
Ultimi autobus colmi portano tifosi nei parcheggi da sempre predisposti.

Improvvisamente una notizia agghiacciante attraversa lo stadio e l’etere: hanno ucciso un tifoso napoletano.
L’annunzio fa tremare di paura e di rabbia le tifoserie avversarie; nessuno sa cosa fare, nessun annunzio ufficiale e nessun microfono dello stadio. Solo voci tremanti e brevissimi commenti dei media.
L’attenzione mondiale sale alle stelle.
La partita è sospesa per 45 minuti. Forse il tifoso non è morto ma i napoletani pretendono garanzie…altrimenti? Invasione di campo? Scontri in diretta? Vendette immediate?
L’ipotetico regista completa il suo capolavoro.
Le telecamere riprendono a turno il Presidente del Consiglio Renzi, la cui figlia impaurita piange dietro di lui, Grasso Presidente del Senato ed ex giudice capo dell’antimafia e la Bindi, impotenti rappresentanti dello stato.
Ma non è finita.
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