Archivio mensile:maggio 2014

Due scarpini per un sorriso

In periodi non semplici come quelli che attualmente sta attraversando il mondo del calcio dove politica e interessi tentano in ogni modo di insinuarsi tra le maglie di uno degli sport più popolari al Mondo c’è fortunatamente spazio anche per progetti di solidarietà e crescita.
Due scarpini per un sorrisoL’idea, pensata da Macsy in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, è stata promossa da Foundaciò Barcelona ed FCB Escola.
Nella cornice di Officina 22 a Milano è stato presentato il progetto il cui obiettivo è far si che i valori dello sport si intreccino con quelli umani,  l’idea di fondo è chiedere ai piccoli calciatori di donare le scarpette che non usano più ai bambini dei paesi più poveri (principalmente Africa) che come loro condividono la passione per il calcio.
Il progetto prevede che vi siano due fasi : una prima dedicata alla raccolta delle scarpette attraverso i partecipanti dei camp estivi in Italia del FC Barcelona, una seconda che vedrà coinvolte le società che aderiranno al progetto.
Periodicamente poi verranno ritirate e distribuite come dono ai ragazzi dei paesi più poveri creando cosi un legame indissolubile.
L’ iniziativa unisce la parte ricca del mondo con quella più povera accomunati dalla stessa passione; un esempio per tutti quelli che nel calcio ormai vedono un mezzo per arricchirsi e non un momento di condivisione…bisogna imparare!!!

Terrorismo, sport e in-giustizia sportiva

Vedemmo in diretta mondiale “reality dello stadio” e rimanemmo sconcertati.
Ma, quanto avvenuto dopo è urticante, inaccettabile e arrogante.
Intervenimmo immediatamente dicendo che il regista di questo film era stato formidabile!
Enrico TuccilloOvviamente le chiamammo “fantasie” immaginate da una mente diabolica, che utilizzando coincidenze fingeva di avere realizzato per puro caso un capolavoro mediatico.
Pensate: 90.000 spettatori presenti nello stadio, 60 milioni di italiani nel mondo, il presidente del Consiglio, il presidente del Senato ex capo dell’antimafia, con sullo sfondo il Papa che aveva chiesto alle due squadre di diventare costruttori sociali e le immagini delle tre città tra le più belle del mondo: Firenze, città dell’arte, Roma città degli imperatori e del Vaticano, Napoli città bellissima e contraddittoria, simbolo di tutti i meridioni del mondo.
Tutti nello stadio e ovunque emozionati per lo spettacolo che sta per iniziare.
Ultimi autobus colmi portano tifosi nei parcheggi da sempre predisposti.

Improvvisamente una notizia agghiacciante attraversa lo stadio e l’etere: hanno ucciso un tifoso napoletano.
L’annunzio fa tremare di paura e di rabbia le tifoserie avversarie; nessuno sa cosa fare, nessun annunzio ufficiale e nessun microfono dello stadio. Solo voci tremanti e brevissimi commenti dei media.
L’attenzione mondiale sale alle stelle.
La partita è sospesa per 45 minuti. Forse il tifoso non è morto ma i napoletani pretendono garanzie…altrimenti? Invasione di campo? Scontri in diretta? Vendette immediate?
L’ipotetico regista completa il suo capolavoro.
Le telecamere riprendono a turno il Presidente del Consiglio Renzi, la cui figlia impaurita piange dietro di lui, Grasso Presidente del Senato ed ex giudice capo dell’antimafia e la Bindi, impotenti rappresentanti dello stato.
Ma non è finita.
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